United World Project - be the bridge!

Fraternità in Terra Santa

Autore: PRISCILIA CHACON



 

 Dal 24 aprile al 2 maggio 2013, una delegazione di 120 giovani provenienti da 25 paesi a partecipato ad un viaggio organizzato in Terra Santa per i giovani del Movimento dei Focolari. Un’ esperienza singolare per la visita ai luoghi santi, per i ritrovi con le comunità della Palestina, per l’edificazione di relazioni fraterne e per la partecipazione ad una manifestazione legata al progetto d’Unity World Project.

Accolti a Betlemme dai «Giovani per un mondo unito», i 120 giovani sopratutto europei, ma anche asiatici, americani ed africani hanno vissuto un’intensa esperienza in Terra Santa. Ogni giorno hanno potuto scoprire luoghi significativi per la fede cristiana, dalla chiesa della natività a Betlemme al Santo Sepolcro, passando per la casa di Maria a Nazaret. Un altro indimenticabile momento è stato quello della marcia di quattro ore al deserto di Gerico seguito da una Messa atipica fra le dune.

A contatto con la popolazione

Gli incontri con la popolazione locale hanno permesso loro di prendere più coscienza della difficile situazione del conflitto palestinese-isdraeliano e degli sforzi per la pace attraverso gli scambi, il contatto con la comunità del “Centro di pace a Betlemme” che mira al dialogo fra cristiani e musulmani, l’accoglienza delle famiglie palestinesi e la conferenza presso l’università di Betlemme sul tema: «Scoprire l’altrui umanità». Fra le iniziative di pace presentate ai giovani, quello degli ateliers di danza iniziati con  Gen Verde e  Gen Rosso, le cui coreografie sono state oggetto di tre concerti ad Haifa e a Betlemme. «In occasione di queste danze» uno degli organizzatori costata con entusiasmo: «Mi sono reso conto che non è importante essere arabi o ebrei, ma di vivere l’amore reciproco con tutti.»

Bisogno d’ideali per vivere

La conclusione di questa settimana comunque sarà il flashmob internazionale del 1° maggio à Gerusalemme, coreografia dinamica seguita da un corteo animato dai giovani per le vie della città santa, con in testa uno striscione gigante con lo scritto: «Be the bridge». Diffuso in diretta su internet nel mondo intero, l’avvenimento di 1 ora e 30 minuti comprenderà anche la consegna all’UNESCO di 700 pagine riportanti azioni di fraternità legate al progetto «United World Project». Nel video proiettato su schermo gigante, il responsabile dell’Ufficio dei Diritti Umani dirà in seguito all’ONU di Ginevra: «Vedo una similitudine fra ciò che voi fate e ciò che noi facciamo». Commentando l’iniziativa che mira a valorizzare ogni azione di solidarietà, Laure, una giovane francese, confida: «Tutto questo mi sembra un po’ utopico. Ma l’uomo ha bisogno d’ideali per vivere e ciò che lo spinge ad agire».

Dopo questa intensa settimana, ognuno ritorna ricco dell’esperienza di comunione vissuta e di ponti stabiliti con i giovani per un Mondo unito palestinesi e quelli della delegazione internazionale e ciò sprona a proseguire questo cammino nel quotidiano come sottolinea Mihela della Slovenia: «Durante questi giorni, ho sperimentato che vale la pena amare ed è così che voglio continuare a vivere a casa»-